"Antonio Ligabue. Tormenti e incanti"

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Data: 
Venerdì, 18 Marzo, 2016 - 18:00 to Domenica, 18 Settembre, 2016 - 13:00
Tipo: 
Mostra

Le Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo ospitano dal 19 marzo al 31 agosto 2016 la mostra "Antonio Ligabue. Tormenti ed incanti", dedicata all'artista di Gualtieri. L'esposizione, promossa dalla Fondazione Federico II di Palermo e dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, è curata da Sandro Parmiggiani, direttore della Fondazione e da Sergio Negri, presidente del comitato scientifico, con l'organizzazione generale di C.O.R. Creare-organizzare-realizzare.
Attraverso oltre ottanta opere, la mostra propone un excursus storico e critico sull'attualità dell'opera di Ligabue che, seppur incentrata su pochi temi sempre ripetuti e sempre rinnovati, rappresenta ancora oggi una delle figure più interessanti dell'arte del Novecento.
Nel percorso espositivo oltre sessanta opere ad olio, cinque sculture in bronzo e una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni. Tra le opere esposte a Palermo anche quattro opere inedite, mai esposte prima, che rappresentano figure di animali: Volpe in fuga col gallo in bocca (1943-44), Cavalli, Leopardo con Antilope e Rapace.

La mostra
"Antonio Ligabue (1899-1965). Tormenti e incanti" intende fare conoscere i diversi esiti dell'opera dell'artista nel corso della sua lunga attività, che si estende dagli anni Venti fino al 1962, declinati nelle diverse tecniche attraverso le quali Ligabue si è espresso.
La mostra si snoda in tre sezioni che raccontano, in ordine cronologico, la produzione artistica di Antonio Ligabue e che corrispondono ai tre periodi in cui viene suddivisa la sua opera.
La prima sezione comprende le opere realizzate tra il 1928 e il 1939, connotate da una notevole incertezza grafica e coloristica. L'impianto formale appare semplice, spesso concentrato su di un'unica immagine centrale, con pochi elementi di vegetazione e deboli richiami azzurrognoli sullo sfondo. La fantasia creativa è ancora incerta e il colore è molto tenue e soffuso. Già in questo primo periodo appaiono i due temi fondamentali della sua opera: gli animali, spesso feroci, esotici, ma anche domestici e i celebri autoritratti, nei quali l'artista racconta impietosamente il suo volto, ma con la costante riaffermazione della sua identità, quasi a richiamare l'attenzione sembra dire "guardatemi, sono io, l'artista"
Ligabue studiava accuratamente l'anatomia degli animali che rappresentava, e le loro posture tipiche assunte nelle fasi della caccia o del lavoro, desumendole dall'osservazione diretta o da varie fonti iconografiche poi rielaborate in una forma personale di espressività visionaria. Non mancano in questa prima sezione anche gli altri soggetti tipici della sua produzione, come le scene di vita agreste con gli animali da cortile.
Nella seconda sezione della mostra, che comprende le opere realizzate tra il 1939 e 1952, la connotazione estetica assume valori altamente qualificanti sia nel colore sia nell'elaborazione di forme più complesse. Fra i diversi elementi espressivi della nuova impostazione stilistica il protagonista diventa il colore, caratterizzato da un tonalismo particolarmente caldo e vivido, e impreziosito da una materia molto spessa e brillante. Man mano che si avvicina alla pienezza della sua capacità creativa, esterna in modo sempre più efficace il dramma della sua esistenza, attraverso la configurazione dell'aggressività animale. Per questo, con il passare del tempo, l'artista si affiderà sempre più ai canoni esasperati della forza espressiva e della rigorosità plastica, al fine di evidenziare meglio i sentimenti che da sempre albergano dolorosamente nel suo animo.
La terza sezione della mostra si riferisce alla produzione del decennio 1952 - 1962, anno in cui Ligabue viene colpito da una paresi che lo lascerà invalido sino alla morte, avvenuta nel 1965.
La produzione pittorica degli ultimi dieci anni è senz'altro la più numerosa. In questa ultima fase è riscontrabile una non comune discontinuità del livello qualitativo; a differenza del ciclo precedente in cui oscillazioni di questo tipo avevano solo un carattere episodico. Allo stesso tempo in questo ultimo periodo si assisterà al progressivo incremento di tale genere di produzione negli anni successivi, in modo particolare quando avrà inizio una insolita richiesta di opere, che lo vedrà sottoposto, anche controvoglia, a ritmi di lavoro molto intensi e troppo prolungati. La sua attenzione è pienamente rivolta adesso verso concezioni stilistiche nuove, in cui l'argomento trattato assume centralità assoluta rispetto all'espressione pittorica e allo svolgimento scenico, tanto da far sentire al pittore la necessità di ampliare al massimo le dimensioni del soggetto in primo piano, spesso sottoposto a deformazione figurativa, per caricarlo di una maggiore espressività estetica. Anche per quanto riguarda i colori si assiste a una graduale riduzione della scaletta dei toni, per favorire una più sobria ed efficace visione figurativa.

L'opera di Ligabue nasce dalle condizioni molto dure della sua vita, dall'infanzia segnata dall'abbandono fino ai ripetuti ricoveri negli ospedali psichiatrici e dalla conseguente emarginazione di cui fu oggetto sempre. Come evidenzia uno dei due curatori, Sandro Parmiggiani : "Ciò che affascina nella sua opera, in cui spira il vento del moderno, è la costante fusione di due diverse ottiche, considerate alternative e inconciliabili: l'esasperazione visionaria e il decorativismo manierista. Ligabue è infatti riuscito, come solo i grandi pittori sanno fare, a esprimere e a fare convivere, nello stesso quadro, una duplice tensione emotiva: quella che, nella foga del racconto, dell'immedesimazione e dell'esaltazione, incendia i colori, esaspera le forme, arrivando a tutto coinvolgere in una sorta di vento panico; l'altra, che s'abbandona al gusto di iterare e di disseminare nel corpo del dipinto certi motivi decorativi (nei mantelli degli animali, negli abiti indossati, nella vegetazione, negli interni e nelle strutture esterne di case e castelli".

Dettagli: 

Antonio Ligabue (1899-1965). Tormenti e incanti
Palazzo dei Normanni - Palermo
dal 19 marzo al 18 settembre 2016
Lunedì/Sabato dalle ore 8.15 alle ore 17.40 (ultimo biglietto ore 17.00)
Domenica e festivi dalle ore 8.15 alle ore 13.00 (ultimo biglietto ore 12.15)
Sabato, domenica e festivi la mostra Ligabue resterà aperta fino alle ore 21.00 (ultimo biglietto ore 20.00)
Ingresso solo mostra Ligabue € 6,00
Ridotto per ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni € 3,00

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