"La terra degli alberi caduti" di Claudio Cordova

Data: 
Giovedì, 13 Dicembre, 2018 - 15:00

"Viaggio nell'illegalità - Narcos, desaparecidos e corruzione in Messico". Questo il titolo dell'incontro che si terrà Giovedì 13 dicembre alle ore 15 nell'aula "Apollo" dell'Università della Calabria, durante il quale sarà proiettato il documentario "La terra degli alberi caduti" del giornalista Claudio Cordova. All'incontro, introdotto da Morena Gallo, giornalista de "il Quotidiano del Sud", parteciperanno Mario Caterini, docente di Diritto penale Unical, Simonetta Costanzo, docente di Pedagogia sociale Unical, Mario Benvenuto, docente di Lingua spagnola Unical, Mario E. Maldonado Smith dell'Università Nazionale Autonoma del Messico, anche Consulente Commissione diritti umani Camera Deputati Messico, e Claudio Cordova, autore dell'inchiesta. Sarà presente anche Roberto Guarasci, direttore del Dipartimento di Culture Educazione e Società, e Giuseppe Spadafora, presidente del Corso di laurea in Scienze dell'educazione.
"La terra degli alberi caduti" è un'inchiesta svolta sul campo che va ben oltre l'immagine folkloristica di spiagge e luoghi paradisiaci per il turismo: il documentario apre squarci di luce sul cono d'ombra informativo che copre il Messico. "La terra degli alberi caduti" è una video-inchiesta del giornalista calabrese Claudio Cordova, che ha effettuato una vera e propria discesa negli inferi, un viaggio durato diverse settimane. Un racconto in prima persona del dramma messicano: attraverso le angoscianti testimonianze dei protagonisti e le crude immagini in presa diretta della devastante realtà di quel Paese, si assiste a un racconto incalzante e privo di infingimenti. Il documentario riporta le interviste dei più noti giornalisti messicani che si occupano dei diritti umani e dei rapporti tra narcos, politica e istituzioni.
Il documentario è frutto di produzione realizzata tra Italia e Messico, che racconta un dramma che è diventato ormai uno scandalo, che il panorama internazionale cerca di ignorare. Circa 40 mila persone scomparse e oltre 1000 fosse comuni. In Messico corruzione e narcos vanno a braccetto in molti casi e in molte regioni. A pagare sono anche i giornalisti che tentano di raccontare queste vicende, casi di narcopolitica, di pezzi dello Stato direttamente coinvolti con i gruppi di criminalità organizzata. In questa coincidenza di elementi - politica, cartelli della droga, affari - si nasconde il motivo della violenza contro i giornalisti. Una vera e propria "strategia della tensione" che non risparmia nessuno: emblematica la vicenda dei 43 studenti della scuola di Ayotzinapa, scomparsi per mano di forze dell'ordine e narcos.
Per la prima volta, un giornalista calabrese effettua un'inchiesta di tale portata. Il documentario, della durata di 48 minuti, affronta i temi più scottanti del Messico: dal traffico di droga alle connivenze istituzionali, passando per la dipendenza della magistratura dagli organi politici, che si traduce in un tasso di impunità che supera il 90%. In Messico la pratica della tortura è ampiamente generalizzata, il numero di omicidi vicino a quelli delle zone di guerra e le violazioni dei diritti umani, che non risparmiano donne e bambini, all'ordine del giorno. Un Paese in cui 40 milioni di persone vivono sotto lo stato di povertà e in cui la libertà di stampa è compressa, attraverso la censura e i rastrellamenti dei cronisti non allineati.
La regia è stata realizzata dal giornalista Antonio Morelli e dal cineasta argentino, ma residente in Messico da anni, Gabriel Dombek.
Associazioni, scuole, enti e realtà che fossero interessati alla proiezione e alla presentazione della video-inchiesta possono scrivere alla mail: laterradeglialbericaduti@gmail.com
Claudio Cordova, 32 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online "Il Dispaccio". Ha lavorato per diverse testate calabresi, occupandosi di cronaca nera e giudiziaria e di giornalismo investigativo. Nel 2014 è stato nominato consulente esterno della Commissione Parlamentare Antimafia. Ha vinto diversi premi per l'attività giornalistica, tra cui quello del Coordinamento Nazionale Riferimenti, "Giornalismo in trincea", il premio giornalistico "Letizia Leviti", il premio giornalistico "Arrigo Benedetti" e il Premio all'Eccellenza e all'Innovazione. Fa parte della rete IRPI-Correctiv per la pubblicazione di inchieste sulla criminalità organizzata, pubblicando sul Dispaccio il versante calabrese delle vicende, e portando un grande contributo come presenza sul campo. Ha pubblicato i libri "Terra venduta. Così uccidono la Calabria - Viaggio di un giovane reporter sui luoghi dei veleni" (Laruffa, 2010) e "Il sistema Reggio" (Laruffa, 2013).

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