Visita geoambientale al Geosito Lunare "Colella"

Data: 
Sabato, 5 Novembre, 2016 - 08:30

La settimana del pianeta terra prosegue nel Parco nazionale dell'Aspromonte, sabato 5 novembre 2016, con la visita geoambientale al Geosito Lunare "Colella".
Dopo la buona riuscita delle diverse tappe ufficiali della Settimana nazionale del Pianeta Terra (16-23 ottobre 2016) che ha visto la realizzazione di ben tre geoeventi nel Parco Nazionale dell'Aspromonte, il centro studi peter con il sostegno dell'Ente Parco, prosegue le attività di sensibilizzazione alla conoscenza del grande patrimonio geologico e naturalistico del territorio aspromontano e di valorizzazione delle sue singolarità, proponendo un'ulteriore visita geoambientale al "Geosito Lunare Colella".
Anche questo evento, che si svolgerà sabato 5 novembre prossimo (ore 8.30-16.00), trova la sua collocazione nel più ampio progetto "L'antico Libro di Pietra dell'Aspromonte: GeoLogicamente... tra Intuizioni, Scoperte, Passi e Visioni", che si prefigge di promuovere la scoperta e la conoscenza dei Geositi del Parco Nazionale dell'Aspromonte ai fini scientifici, educativi, turistici ed ecopsicologici.
La Geologia di un territorio, in continua evoluzione, comunica se stessa attraverso le rocce, le forme morfologiche, i colori, i suoni e, anche, la voce di chi ne conosce l'intima storia, ne ha ricostruito la memoria e ne ascolta le parole: "parole di pietra", scritte in un libro da leggere tutto d'un fiato!
Ogni territorio, però, ha i suoi luoghi "speciali", quei luoghi in cui il "patrimonio" geologico è talmente tanto valevole che ne costituisce una rarità, un unicum, da salvaguardare e valorizzare: un GEOSITO.
La grande Frana Colella, lo è; è un geosito censito e schedato nel catalogo nazionale ed ha una rilevanza europea/internazionale.
Rientra nel Parco Nazionale dell'Aspromonte, un'aula geologica all'aperto e costituisce uno dei più estesi fenomeni franosi d'Europa, in rocce cristallino-metamorfiche. E' situato lungo il vallone Colella affluente destro della fiumara Amendolea (da Amiddalìa =mandorle, era l'antico fiume Alex), e la parte più alta dell'orlo di frana è collocata tra la cime di Monte Pietre Bianche (1436 m) a N e Punta d'Atò (1378 m) a SSE. Imponente manifestazione del fenomeno di "dissesto idrogeologico", solo di recente è stato riconosciuto come un grande movimento di massa, una Deformazione Gravitativa Profonda di Versante - D.G.P.V. (Guerricchio et alii 1996), che interessa quindi i versanti del vallone e le aree limitrofe. Il complesso roccioso costituito da gneiss occhiadini, filladi e scisti biotitici, è talmente tanto tettonizzato, alterato e argillificato, da acquistare effetti cromatici particolarmente spettacolari, i quali insieme alle forme complesse determinano un paesaggio surreale, quasi "lunare".
La visita geologica narrata proposta è, in realtà, un incontro con questi luoghi speciali, che hanno tanto da raccontare agli uomini speciali che, desiderosi, di scoprirne i segreti e ascoltarne la voce, si incamineranno lungo le pendici della montagna per arrivare alla Punta d'Atò. E' un percorso adatto a tutti coloro che amano la natura, il paesaggio e le meraviglie che la Terra ha in sé. L'evento è, altresì, una nuova modalità di fare comunicazione ed educazione scientifica, è una immersione visiva e sensibile nella evoluzione geologica di questa antichissima e, al contempo, giovanissima Terra d'Aspromonte, piena di bellezze e di contrasti.
CONDUCE: dott. geol. Annamaria Serena Palermiti

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